Un annuncio con stanze vuote parte in svantaggio: le stanze vuote sembrano più piccole, non comunicano la funzione degli spazi e trasmettono l'idea di un immobile abbandonato. I dati dei portali sono consistenti: le foto di ambienti arredati generano fino al 40% di visualizzazioni in più. Il virtual staging risolve il problema senza toccare l'immobile: si arredano le foto, non le stanze. E con l'AI, quello che fino a ieri costava decine di euro a foto e giorni di attesa oggi richiede meno di un minuto. Vediamo come funziona, per chi ha senso e con quali regole.
Sì. Non esiste un divieto: vale il principio generale di non trarre in inganno l'acquirente. Dichiarare che l'immagine è un rendering illustrativo e non nascondere difetti reali mette al riparo da contestazioni.
Foto dritta, luminosa e alla massima risoluzione disponibile: bastano le regole base della fotografia immobiliare, anche da smartphone. Più la foto è pulita, più il render è realistico.
Sì, ed è una delle forze dell'AI: la stessa camera in stile moderno per un target giovane e classico per un target famiglie, in pochi secondi per variante.
Sì: giardini sistemati, cieli sereni al posto di giornate grigie, terrazzi allestiti. Valgono le stesse regole di trasparenza degli interni.